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Forte delusione di molti membri per la decisione dell’Unione svizzera delle arti e mestieri in merito al referendum

27. Ottobre 2020

Oggi l’Unione svizzera delle arti e mestieri ha deciso di sostenere il referendum contro la legge sul CO2, nonostante molte associazioni aderenti si siano espresse chiaramente contrarie. A differenza di una stretta maggioranza dei membri della Camera delle arti e mestieri, molte associazioni di categoria, ma anche organizzazioni di mobilità e gran parte del Parlamento, considerano la nuova legge sul CO2 come un insieme di regole estremamente liberale, che svolge un ruolo di guida attraverso valori obiettivo affidabili e concede la massima libertà imprenditoriale possibile. Con il percorso definito di riduzione del CO2 rimarranno ogni anno oltre 1,5 miliardi di franchi di valore aggiunto in Svizzera, garantendo posti di lavoro e ricchezza. Si tratta di denaro che, con l’acquisto di combustibili fossili, defluisce attualmente in regioni del mondo talvolta instabili. Con la nuova legge sul CO2 viene inoltre ridotta la burocrazia, perché una soluzione armonizzata in tutta la Svizzera sostituisce 26 regolamenti cantonali.
Pertanto i presunti costi che la nuova legge sul CO2 dovrebbe provocare generano, al contrario, preziosi benefici per l’industria, l’economia e la società. Tutti i membri dell’Unione svizzera delle arti e mestieri che non vogliono sostenere la politica di rifiuto della loro associazione mantello sono invitati ad aderire all’alleanza «Economia svizzera per la legge sul CO2» e a collaborare affinché la maggioranza degli elettori sostenga una politica energetica e climatica nella votazione popolare – per un futuro sicuro, sostenibile e vivibile.