9 motivazioni dell’economia per la legge sul CO2

La crisi climatica rappresenta una grande sfida per la Svizzera. Il riscaldamento è una realtà tangibile ed evidente, i nostri ghiacciai si sciolgono rapidamente, il caldo, la siccità, le inondazioni e le frane ci danno filo da torcere. È necessario prendere urgenti provvedimenti. L’economia svizzera, consapevole di questa sfida, vuole assumersi la responsabilità e agire.
La revisione della legge sul CO2 stabilisce il giusto quadro e offre grandi opportunità, soprattutto per l’economia svizzera, che ha trovato molte soluzioni intelligenti ed efficaci per affrontare la crisi climatica. La revisione della legge opera con incentivi e si basa su misure con effetto incentivante, garantendo così investimenti e posti di lavoro in Svizzera.
9 motivazioni spingono l’economia svizzera a sostenere con convinzione la revisione della legge sul CO2.

  1. La protezione del clima è un investimento vantaggioso che promuove l’innovazione e la crescita in Svizzera.
    Sappiamo che la spesa per i combustibili fossili fa uscire ogni anno dalla Svizzera circa 8 miliardi di franchi verso i Paesi esteri. Questa forte dipendenza dall’estero non è tuttavia necessaria. La revisione della legge sul CO2 mira a rendere gradualmente la Svizzera indipendente e a mantenere all’interno del Paese le ingenti somme di denaro che vengono insensatamente fatte defluire all’estero. Così facendo, si generano vantaggiosi investimenti nella protezione del clima, che aiutano a mantenere i posti di lavoro esistenti e a crearne di nuovi, come dimostrato da diversi studi. Nel 2019 l’alleanza economica «Wärmeinitiative Schweiz» ha presentato uno studio esaustivo, il quale dimostra che una completa decarbonizzazione del settore del riscaldamento e del raffrescamento genererebbe almeno 1,5 miliardi di franchi di valore aggiunto in Svizzera. Anche uno studio pubblicato dalla ZHAW all’inizio dell’anno giunge a conclusioni analoghe: se, ad esempio, la Svizzera accelerasse il passaggio alle auto elettriche e la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a gasolio e a gas con pompe di calore, risparmierebbe un costo pari a 1’650 milioni di franchi solo nel 2030. Anche la sostituzione del carbone nella produzione di cemento e l’installazione di impianti fotovoltaici comportano un risparmio sui costi dell’economia nazionale. Complessivamente, l’attuazione di tutte le misure esaminate genererebbe solo nel 2030 un risparmio netto sui costi pari a 980 milioni di franchi, ovvero quasi un miliardo.
  2. Le imprese che investono in misure per il clima ottengono un doppio beneficio
    La competitività delle imprese svizzere è garantita dalla revisione della legge sul CO2. Il progetto offre ora a tutte le aziende la possibilità di conciliare redditività e protezione del clima. Le grandi aziende, le imprese artigianali e, in generale, tutti le attività disposte a investire in misure per il clima, possono esentarsi dalla tassa sul CO2, generando ulteriori benefici in termini di riduzione delle emissioni e dei costi aziendali: un affare interessante a favore della competitività dell’economia svizzera, con un doppio effetto.
    I 50 maggiori produttori di CO2 (imprese industriali) continuano a non pagare alcuna tassa sul CO2, ma partecipano al sistema di scambio delle quote di emissione con l’UE.
  3. La legge sul CO2 si basa su tasse di incentivazione: premia i comportamenti ecologici e promuove l’innovazione.
    La legge sul CO2 si fonda sulle regole dell’economia di mercato e soddisfa la richiesta di rinuncia alle sovvenzioni a favore di un meccanismo incentivante. La legge sul CO2 si basa quindi su una combinazione di incentivi finanziari, investimenti, innovazioni e nuove tecnologie. Mantiene la collaudata tassa sul CO2 sui combustibili fossili come petrolio e gas e la integra con una tassa sui biglietti aerei. Entrambe fungono da incentivazione, con l’obiettivo di promuovere e premiare i comportamenti ecologici e sostenere il progresso. Chi produce una quantità di CO2 superiore alla media paga un costo maggiore rispetto a chi punta sull’efficienza e sull’innovazione. Ne beneficiano, ad esempio, proprietari di abitazioni che consumano meno olio combustibile o utilizzano per il riscaldamento energia solare o da legno invece di petrolio e gas.
  4. Due terzi della tassa sul CO2 vengono ridistribuiti direttamente alla popolazione
    La tassa sul CO2 ammonta attualmente a 96 franchi per tonnellata di CO2. Finora non è stato necessario applicare l’aumento massimo dell’aliquota pari a 120 franchi per tonnellata di CO2. Il nuovo massimo sarà di 210 franchi se le emissioni di CO2 non vengono ridotte in modo sufficientemente rapido ed efficace.
    Due terzi dei proventi della tassa sul CO2 vengono restituiti alla popolazione e all’economia. Ogni individuo riceve già oggi lo stesso importo tramite l’assicurazione malattie, indipendentemente dalla quantità di energia fossile consumata. Nel 2021 l’importo è di 87 franchi a persona. Una famiglia di quattro persone, ad esempio, ha ricevuto lo scorso anno 348 franchi dalla tassa sul CO2. Se la famiglia vive in un’economia domestica che utilizza sistemi di riscaldamento a energia rinnovabile, ha quindi a disposizione 348 franchi in più ogni anno.
  5. Il fondo per il clima è uno strumento intelligente ed equilibrato, che assicura il finanziamento di investimenti ecologici.
    Il fondo per il clima, come previsto dalla revisione della legge sul CO2, riunisce le varie fonti di finanziamento per gli investimenti nella protezione del clima. Gli strumenti esistenti, come il collaudato Programma Edifici o il fondo per le tecnologie, vengono riuniti sotto lo stesso tetto. L’interazione reciproca tra i due programmi viene aumentata. Il fondo per il clima assicura il finanziamento efficiente di investimenti ecologici, ad esempio la pianificazione e il finanziamento di reti di teleriscaldamento come importante contributo alla decarbonizzazione del settore del riscaldamento o la creazione di stazioni di ricarica per auto elettriche come leva principale per una rapida elettrificazione della mobilità. Il fondo sostiene finanziariamente anche il risanamento di edifici e di nuovi edifici sostitutivi nonché l’installazione di sistemi di riscaldamento senza emissioni di CO2. Grazie al fondo per il clima, infine, le imprese svizzere ricevono sostegno per introdurre più rapidamente sul mercato tecnologie ecologiche. La piazza produttiva e di ricerca svizzera può quindi aumentare la sua capacità di innovazione e, allo stesso tempo, assicurarsi importanti mercati futuri.
  6. I proprietari di abitazioni ricevono sostegno anche in futuro.
    La continuità del Programma Edifici è assicurata grazie al fondo per il clima, alimentato con 450 milioni all’anno dal sistema collaudato della destinazione parzialmente vincolata. Questo denaro è a disposizione dei proprietari di abitazioni e delle società immobiliari per la conservazione del valore o il risanamento dei propri edifici, ad esempio se decidono di isolare i tetti e le facciate per migliorare l’efficienza energetica o di utilizzare sistemi di riscaldamento a energia rinnovabile. Il fondo per il clima può inoltre salvaguardare le banche e le compagnie di assicurazione contro i rischi in caso di finanziamento del risanamento ecologico di edifici. Questo permette di fornire aiuti economici nei casi di rigore, ad esempio quando i proprietari di abitazione faticano a ottenere un mutuo.
    Oltre agli incentivi finanziari, i nuovi valori limite di CO2 creano una maggiore sicurezza di pianificazione per i proprietari di edifici e le aziende di approvvigionamento energetico. Rispetto al 1990, le emissioni di CO2 devono essere ridotte in media del 50% tra il 2026 e il 2027. Ciò significa che i nuovi edifici non possono più produrre, in linea di principio, emissioni di CO2 da combustibili fossili. Questa regola è già valida anche oggi. Al contrario, gli edifici esistenti possono continuare a emettere CO2. In caso di sostituzione dei sistemi di riscaldamento, le emissioni di CO2 sono tuttavia soggette a un limite massimo di 20 chilogrammi di CO2 per metro quadrato di superficie. Questo valore viene ridotto di 5 chilogrammi ogni 5 anni. In questo modo si ripaga la pianificazione a lungo termine.
  7. La nuova tassa sui biglietti aerei promuove la capacità di innovazione e le possibilità di viaggio alternative.
    La nuova tassa sui biglietti aerei si basa sulla tassa sul CO2. Ha inoltre un effetto incentivante, promuove l’innovazione e rende più interessanti le opzioni di viaggio alternative. L’importo per passeggero ammonta a 30 franchi per i voli a corto raggio e a 120 franchi per i voli a medio e lungo raggio. Almeno la metà della tassa viene ridistribuita direttamente alla popolazione, indipendentemente dalla frequenza con cui una persona viaggia in aereo. Chi non vola più di una volta all’anno all’interno dell’Europa riceve, a conti fatti, più denaro. Nel 2015 la percentuale di persone che rientravano in questa categoria si aggirava intorno al 90%.
    Il restante 50% dei proventi viene versato nel fondo per il clima. Il denaro viene utilizzato, tra l’altro, per promuovere lo sviluppo di carburante per l’aviazione sintetico ed ecologico, al fine di rendere l’industria aerea più verde. Grazie ai proventi della tassa sui biglietti aerei, destinati al fondo per il clima, è inoltre possibile utilizzare fino a 30 milioni di franchi l’anno per migliorare l’offerta dei treni notturni.
  8. Benzina e diesel divengono, tutt’al più, solo leggermente più cari.
    La revisione della legge sul CO2 continua a non imporre alcuna tassa sul CO2 per i carburanti come benzina e gasolio. Tuttavia, chi importa benzina e petrolio deve compensare le emissioni di CO2 di questi ultimi con misure di protezione del clima in percentuale maggiore rispetto a prima. Dal 2025, il 20% delle emissioni di carburante deve essere compensato con progetti nazionali. Ciò comporta ulteriori investimenti in svariati settori. Oggi, ad esempio, vengono promossi progetti ecologici nel settore degli edifici, dell’industria, dei trasporti e dell’agricoltura. Questi includono, tra l’altro, la costruzione e il funzionamento di impianti di biogas o la produzione di carburanti biogenici. Si sostengono inoltre le costruzioni con l’utilizzo di legno locale.
    Per contenere i costi del supplemento sui carburanti, la revisione della legge sul CO2 prevede un limite massimo, che supera quello stabilito dalla legge vigente di non oltre 7 centesimi al litro. Non è ancora chiaro se gli importatori di carburante aumenteranno effettivamente il prezzo di benzina e gasolio, poiché dipende dalla situazione della concorrenza, dai prezzi del mercato mondiale e dai margini. Questa condizione risulta già evidente nelle regioni vicine al confine, dove le stazioni di rifornimento sono esposte a una maggiore concorrenza. Attualmente, il supplemento di compensazione ammonta a circa 2 centesimi per litro di carburante ed è quindi nettamente inferiore ai 5 centesimi consentiti dalla legge.
  9. La revisione della legge sul CO2 promuove l’utilizzo di veicoli efficienti e la mobilità elettrica.
    Finora le emissioni del traffico stradale non sono diminuite. I principali responsabili sono le autovetture, i furgoni e i camion. La revisione della legge sul CO2 obbliga i concessionari a offrire veicoli sempre più efficienti, con la conseguente diminuzione dei costi totali per chilometro percorso. I consumatori ne traggono un beneficio diretto. L’attuazione degli obblighi di efficienza per gli importatori di auto deve essere raggiunta attraverso l’inasprimento dei valori obiettivo per le emissioni di CO2 sulla base di quelli dell’Unione Europea. Per la prima volta devono essere definiti anche i valori obiettivo per i camion.
    Parallelamente, la revisione della legge sul CO2 promuove la mobilità elettrica con il sostegno finanziario per la costruzione di stazioni di ricarica nei complessi residenziali e presso le case plurifamiliari.